Hip Hop

La dimensione sonoro-musicale caratterizza l’esperienza di vita fin dalla fase
intrauterina e ha un’importanza fondamentale nella percezione della realtà e nella
definizione di schemi comunicativi. L’hip hop nasce come un nuovo spazio culturale
per esprimersi, manifestando la propria personalità e sognando riscatto sociale,
libertà, progresso (Grossberg, 1992). Il punto cardine su cui poggia l’Hip Hop è il
concetto di empowerment: un processo di crescita indirizzato sulla progressiva
acquisizione del controllo delle proprie scelte e della conquista della consapevolezza
di sé, sia a livello personale che politico/sociale.

Descrizione delle attività:
Il laboratorio prevede le seguenti attività: stesura ed elaborazione di testi hip-hop,
supporto nell’apprendimento di brani strumentali, confronto e feedback reciproco
sugli aspetti da migliorare, discussioni e momenti di apprendimento di cenni sulla
cultura di alcuni artisti particolari o sulla storia e caratteristiche di alcuni generi
musicali.
L’idea alla base è quella di andare incontro ai gusti personali degli utenti, per far leva
sulle loro risorse e stimolare la loro creatività. A questo fine si potrebbero proporre
anche momenti di ascolto condiviso di brani o musicisti selezionati dagli utenti stessi,
al fine di condividere interessi e opinioni in campo musicale.
La scelta di un’impostazione collettiva all’interno del laboratorio risponde in primis ai
momenti e ai bisogni di relazione fra persone.
Outcomes: E’ prevista la creazione e riproduzione di testi musicali e l’organizzazione
di eventi/concerti musicali gestiti e condotti dai partecipanti del laboratorio.

Obiettivi specifici:
– Costruire uno spazio di socializzazione e condivisione attraverso la scrittura
di testi e attività legate all’espressività musicale;
– Favorire l’espressività e la creatività attraverso la costruzione di testi e di
brani musicali, l’esplorazione dei gusti musicali e la condivisione di saperi e
culture in merito alla storia della musica.
Lo scopo è quello di dare spazio alle capacità di ognuno e fornire supporto per
migliorare l’esecuzione attraverso l’esercizio e il feedback reciproco.
Dalla letteratura scientifica emergono evidenze di come l’integrazione di terapie
standard fornite dai servizi e interventi che prevedono l’utilizzo della musica porti a
una migliore efficacia nel trattamento di depressione (Aalbers et al. 2017), disturbi
psicotici (Gold et al. 2005) e disturbi dello spettro autistico (Geretsegger et al. 2014).
Impiegare modalità comunicative non verbali consente di riportare la dimensione del
piacere, del contatto umano, anche in quei contesti caratterizzati dall’isolamento e
dalla sofferenza mentale/fisica.

Sede e orari: Sede dell’associazione di Via Albinelli, 40, Sabato, ore 17:00-19:00.