Contributi


In questa sezione del sito sono ospitati liberi contributi di membri e amici della nostra Associazione

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Eliminare la contenzione meccanica negli SPDC si può

“In un ospedale in cui i malati sono legati credo che nessuna terapia, di nessun genere, biologica o psicologica, possa dar giovamento a persone costrette in uno stato di sudditanza e di cattività da chi li deve curare. Può esservi una possibilità di cura dove esso non conosce libera comunicazione tra medico e malato?” (F. Basaglia, Intervista a Sergio Zavoli, 1968)

Su Mo24.it (un quotidiano on line di Modena) del 17 settembre 2013 è riportata la notizia che negli SPDC della Provincia di Modena, nel 2012, c’è stato un calo del 40% delle contenzioni. La notizia è rilevante, per i darti percentuali, e sicuramente i risultati sono connessi anche all’impegno del Direttore del DSM e a un progetto che ha visto impegnate alcune associazioni di volontariato (tra cui la nostra) all’interno del reparto a Baggiovara.

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Risorse consultabili in rete:

L’articolo del dr. Mario Novello: ”IL RISOLVIBILE NODO DELLA CONTENZIONE FISICA NELLE PRATICHE DEI SERVIZI DI SALUTE MENTALE

L’intervento del dr. Claudio Varani al convegno sulla contenzione (Modena febbraio 2012)

L’intervento del dr. Francesco Maisto allo stesso convegno

27 settembre 2013

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7° Forum della salute Mentale (Roma 20 e 21 marzo 2013)

La 180 …….. ancora

Il 20 e 21 marzo 2013, preceduto da incontri preparatori, si è svolto a Roma il settimo Forum della Salute Mentale. Costituito dieci anni fa, il Forum ha provato a tenere legata la psichiatria alla istanze democratiche della società in un dialogo continuo che combattesse le forti e persistenti spinte allo specialismo medico-biologico di tanta parte della psichiatria (specialmente quella accademica); ha promosso un’idea dei servizi psichiatrici che oltre alla cura si facessero carico anche delle pratiche di inclusioni sociale e dei diritti di cittadinanza, e, contemporaneamente, ha promosso nella società la cultura della salute mentale come bene comune di tutti.

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30 marzo 2013

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Su alcuni valori costitutivi della nostra associazione
Un contributo di Luca

Il testo che segue è un contributo di Luca che riflettendo sulle risultanze di un progetto, delinea alcuni caratteri e valori costitutivi della nostra Associazione. Lo scritto è stato la base per una riflessione collettiva sul progetto”Il nodo dentro/fuori – Il prendersi cura nella salute mentale” ormai in fase di conclusione, realizzato grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Il progetto ha visto impegnata l’Associazione in tre ambiti: la presenza in SPDC, i gruppi AMA, i soggiorni estivi a Palagano: elemento caratterizzante del progetto è stato la valorizzazione dei saperi esperienziali dei familiari e degli utenti. La riflessione si è svolta in un incontro, animato e costruttivo, a cui hanno partecipato oltre a numerosi familiari, utenti, volontari e operatori, anche il dr. Fabrizio Starace, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale.

Cari amici,

vi sottopongo una cosa scritta di getto sulle attività dell’associazione.
L’occasione è stata la richiesta di Giorgio di scrivere per il giornalino una relazione sulle attività di Automutuoaiuto a cui ho avuto la fortuna di partecipare durante lo svolgimento del progetto “Il nodo dentro\fuori” nell’ultimo anno e mezzo.
Abbiamo scoperto un aspetto fondamentale del ruolo che l’associazione assume collaborando con i servizi. L’associazione ormai da anni offre ai servizi di salute mentale l’occasione di usufruire di una risorsa accogliente e disposta alla cooperazione sul territorio. L’associazione organizza quotidianamente attività di socializzazione che hanno il primario effetto di fornire un aspetto ulteriore rispetto al trattamento medico degli utenti, aggiungendovi una componente sociale e relazionale……. (Leggi tutto l’intervento di Luca)

21 novembre 2012

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Le sviste del Prof. Umberto Galimberti

Su “Donna di Repubblica” di qualche settimana fa il prof. Umberto Galimberti ha pubblicato, nella sua rubrica settimanale, una lettera dell’onorevole Ciccioli e una sua risposta/commento alla proposta di riforma della legge Basaglia.
Le analisi fatte in tanti interventi dal prof. Galimberti sulla malattia mentale (cito qui solo “Psichiatria e fenomenologia”, un testo pubblicato nel 1979) hanno rappresentato per tanti cittadini e operatori (oltre che per le persone direttamente interessate) un faro per inquadrare la follia, la malattia e i disturbi mentali, nell’esperienza umana (“la follia è una condizione umana”), rifiutando l’idea (e, ahimè, anche la prassi, propria di un certo mandato sociale assegnato alla psichiatria), che le persone con disturbi mentali siano ricacciate in luoghi e strutture separate dalla società ben ordinata, razionalmente organizzata (i manicomi, ma anche dopo la chiusura di questi, tante strutture diffuse sul territorio che del modello manicomiale non si sono del tutto liberate).

Eppure, nella risposta data all’on. Ciccioli, Galimberti si è fatto irretire in una trappola, dovuta certamente al fatto che, per sua esplicita ammissione, non ha letto l’articolato della proposta di legge. Perché la proposta Ciccioli, in nome della sofferenza e della solitudine dei familiari, ripropone un arretramento pericoloso nelle pratiche di cura delle persone con disturbi mentali, comprimendone i diritti di cittadinanza e il riconoscimento della loro soggettività.

Per approfondire l’argomento puoi leggere:

  • il testo della lettera di Ciccioli e della risposta di Galimberti su Donna di Repubblica
  • un intervento su Forumsalutementale di Peppe Dell’Acqua e una lettera di un gruppo di genitori
  • la proposta di legge Ciccioli
  • un commento alla proposta Ciccioli dell’on. Stefano Cecconi
  • Altre notizie sono consultabili sulla pagina dei contributi del nostro sito

    5 novembre 2012

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    Nuovi soggetti politici per la salute e i diritti

    (Un contributo di Luca sul primo incontro del Coordinamento Nazionale Utenti Salute Mentale)

    Il 21 aprile di quest’anno, si è costituito, a Firenze, il Coordinamento Nazionale Utenti Salute Mentale.>

    Il Coordinamento vede la luce all’interno di un movimento attivo da anni in Toscana, la Rete Regionale Toscana Utenti Salute Mentale, che quest’anno ha tenuto la sua 5^ Conferenza con il preciso compito di costituire un Coordinamento Nazionale. Tra i soggetti costituenti anche l’Associazione “Idee in Circolo” di Modena, che, nata solo qualche anno fa, sta già maturando un suo profilo nel sostenere il protagonismo degli utenti per la promozione della salute mentale.

    Il documento programmatico del Coordinamento, riconoscendo che “è ormai matura l’esigenza di una rappresentanza nazionale degli utenti della salute mentale”, fa propria la dichiarazione dell’OMS nella quale si afferma che “le persone dovrebbero essere spinte a promuovere la loro stessa salute, interagire effettivamente con i servizi di salute mentale ed essere parte attiva nel controllo della malattia”.
    Su questi presupposti le Associazioni degli utenti non nascono in contrapposizione ai servizi o alle associazioni dei familiari; “non in contrapposizioni, ma in autonomia” rispetto a loro. (Puoi leggere qui il documento programmatico integrale)

    Il 13 luglio si è tenuto, a Roma, il primo incontro nazionale del Coordinamento.
    Luca, un operatore della nostra Associazione, che ha accompagnato la Presidente dell’Associazione Idee in Circolo, (di cui ha seguito la storia fin dalla sua nascita), ci ha consegnato l’esperienza di questo primo Coordinamento in questo testo che puoi leggere a questo link:
    Nuovi soggetti politici per la salute e i diritti – Gli utenti e la Legge 180 – Primo meeting del Coordinamento Nazionale Utenti Salute Mentale – Palazzetto delle “Carte Geografiche” Via Napoli, 36, Roma, 13 Luglio 2012

    Per approfondire puoi consultare in rete:

    Sulla Rete Toscana degli utenti della salute mentale: http://www.retetoscanausm.org/sito/

    Un contributo del Forum salute mentale sulla nascita del Coordinamento Utenti: http://www.news-forumsalutementale.it/sulla-nascita-del-coordinamento-nazionale-utenti-salute-mentale/

    La dichiarazione dell’OMS “L’empowerment dell’utente della salute mentale”: http://www.coordinamentotoscanosalutementale.it/images/WHO.pdf

    30 luglio 2012

    Commenti


    13.08.2012 Manuela scrive: “Ci tengo a sottolineare, per onor di cronaca che, come dice, Luca “con alcuni operatori, utenti, familiari della storica associazione Insieme a Noi e cittadini interessati, abbiamo dato vita all’associazione Idee in Circolo”; ma accanto a Tilde e a chi con lei si impegnava, non possiamo dimenticare, in un testo che suscita fervore! il coinvolgimento del mondo della cooperazione che ha creato lo spazio per un servizio, il Social Point, in cui il DSM inizialmente non credeva per nulla!
    Servizio che è stato bacino reale di crescita, consapevolezza, protagonismo, voce degli utenti che hanno scelto di averla!
    Ed è bello ricordare quei tempi che hanno visto molti di noi operatori investire energie volontarie e grande entusiasmo nel sostenere la crescita di persone che ci hanno creduto, ancora più di noi, nel cambiare la loro Storia e nell’aver voce e potere per farlo; combattendo spesso contro ad un sistema che ci vedeva antipsichiatria o che tendeva al mantenimento dello status quo ed alle politiche di ricovero!
    Forse questo tuo bellissimo articolo merita questo complemento!
    Un saluto e Buon Ferragosto a tutti!
    manuela”

    ………….

    30.07.2012 Giorgio scrive:”Tra ‘storia’ e ‘Storia’. Ciao, Luca, grazie per aver condiviso con noi la bella testimonianza sull’incontro del coordinamento nazionale degli utenti della salute mentale.
    Penso anch’io che le esperienze delle organizzazioni degli utenti siano importanti nei contesti in cui riescono ad affermarsi e a contagiare i servizi, con la loro carica di sapere esperienziale. E che si faccia di tutto perché queste esperienze non restino isolate, mi sembra fondamentale.
    Se questo però basta a fare il salto dalla “storia” alla “Storia” dipenderà anche da molti altri fattori, che non dipendono solo dall’atteggiamento volontaristico di pochi o di molti: elaborare una prassi in cultura egemonica deve fare i conti con poteri spesso prepotenti (vedi le proposte di riforma della 180). Lo dico non per “pessimismo dell’intelligenza”, ma solo per la consapevolezza di non dover caricare di simboli ideologici quelle belle (quasi sempre) cose che riusciamo a fare nella salute mentale e che dobbiamo impegnarci a fare sempre meglio, a diffondere e, per questa via, a far diventare egemoniche.

    Con affetto

    Giorgio.”

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    I nuovi servizi psichiatrici secondo la proposta Ciccioli

    Nei giorni scorsi la Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ha approvato la proposta di riforma della Legge 180 (Legge Basaglia), presentata dell’Onorevole Ciccioli che ha redatto un testo unificato che raccoglie le varie proposte di legge depositate, che reca il titolo “Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica”.

    Già da qualche anno l’On. Ciccioli aveva reiteratamente e attivamente tentato di motivare la necessità di riformare la Legge 180

    (continua a leggere)

    21 maggio 2012

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    no-contenzione-400x2501L’iniziativa sulla Contenzione in psichiatria
    “L’istituzione non può essere contenzione ma soltanto accoglienza”

    Si è svolto il 13 febbraio il convegno del Dipartimento di salute Mentale di Modena sulla contenzione in psichiatria,

    Dar conto delle interessantissime relazioni è impresa difficile: non appena saranno pronti i video li renderemo disponibili su questo sito.

    Qui evidenziamo solo alcuni punti fermi messi in evidenza dai relatori:

    bandire la contenzione negli SPDC (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) è possibile: ci sono SPDC, in Italia, che non prevedono la contenzione (è stata riportata una interessante testimonianza nella mattinata)

    il superamento della contenzione non è una “procedura” burocratica, ma l’esito di una cultura dell’intero servizio di salute mentale, orientato all’accoglienza, oltre che, prioritariamente, al rispetto della persona

    “contenzione” è un termine giuridico non previsto dalla legislazione sulla psichiatria, perché non ha niente a che fare con il sistema di cura, non ha cittadinanza nel sistema sanitario (è stato affermato nel convegno che spesso il ricorso alla contenzione viene giustificato sulla base di principi il cui primitivo significato viene stravolto)

    l’ottica da assumere, nei confronti della contenzione non è “quando si può fare, quali sono le procedure”, ma “cosa possiamo fare per non ricorrerci”

    Per una Associazione di volontariato come la nostra, che ritiene che la persona e la sua dignità debbano essere sempre al centro dei percorsi di cura, specialmente nel momento della loro massima fragilità, il convegno è stata un’occasione e uno stimolo per rafforzare la sua azione: sicuramente confortata in ciò dalla normativa, così ben illustrata dal dr. Maisto, ma anche dalle esperienze e dalle buone pratiche presenti sul territorio nazionale.

    Ovviamente auspichiamo che il dibattito sulla contenzione a Modena, che nei mesi scorsi ha tanto interessato la stampa locale, non resti solo un tema di discussione e di confronto nei convegni, ma suggerisca culture e pratiche che prevedano velocemente il suo definitivo superamento.

    Per approfondire puoi consultare sull’argomento:
    Forum salute mentale

    14 febbraio 2012

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    “La mia prima esperienza di volontariato con Insieme a noi
    Le riflessioni di una giovane studentessa

    Giulia, una giovane studentessa, partecipando a un progetto promosso dal Centro Servizi per il Volontariato, sta facendo la sua prima esperienza di volontariato presso la nostra Associazione. Nel suo contributo (che puoi leggere sotto) puoi cogliere l’atteggiamento di chi si avvicina per la prima volta al mondo della sofferenza psichica: il desiderio di portare aiuto, prestare attenzione, mostrare comprensione. Ma si fa strada, poi, come emerge nelle ultime righe della testimonianza, un atteggiamento più maturo, per il quale la relazione con le persone con sofferenza psichica si fonda sul condividere, cioè non solo sul “dare”, ma anche sul “ricevere”: perché ogni relazione tra persone è un reciproco riconoscersi e un reciproco arricchimento.

    Leggi il contributo di Giulia

    16 gennaio 2012

    Commenti


    21.01.2012 Vincenza Capolino scrive:”Coinvolgente. Emozionante. Veramente ben scritto perché “sentito” e con sentimenti autentici perché “provati sulla pelle” e poi……Giulia…..sai proprio scrivere bene….Complimenti…..sei cresciuta tanto…..Ce ne fossero di giovani come te!!! BRAVA!!! Grazie per quanto sei riuscita a trasmetterci…e….Grazie anche a Super-Giorgio.”
    Vincenza Capolino

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    180/181: tra buone leggi e buone pratiche
    A proposito della proposta di legge 181

    Il movimento delle Parole Ritrovate (guarda il sito al link in fondo all’articolo), lungo tutto l’arco del 2011, ha sviluppato un lungo e appassionato dibattito, nelle iniziative che svolge nelle varie parti d’Italia dove si è radicato, su una propria proposta di legge, a cui è stato dato il titolo di “Legge 181” (trovi il testo della proposta di legge al link in fondo all’articolo, tra le risorse in rete).

    L’articolato della legge ha come focus 4 obiettivi fondamentali: …….

    Continua

    dicembre 2011

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    Matti da slegare

    Nel corso del mese di novembre, la stampa locale modenese ha dato grande risonanza al tema della “contenzione” in alcuni reparti di psichiatria, specialmente di giovani, partendo dalla denuncia di casi verificatosi al Nespolo (un Servizio di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza, presso Villa Igea).

    Il Dipartimento di salute mentale, in un comunicato, ha annunciato la formazione di una commissione per accertare e valutare i fatti.

    La questione ci interroga tutti, quelli che l’hanno incrociata nel loro vissuto di sofferenti psichici e i cittadini a cui stanno a cuore i diritti di cittadinanza di tutti: con la consueta, prudente attenzione a non cadere nella strumentalizzazione.

    Sull’argomento della “contenzione” abbiamo ricevuto una riflessione collettiva fatta da chi la contenzione l’ha vissuta sulla propria pelle, nel percorso della su malattia: abbiamo ricevuto questo importante contributo che riportiamo di seguito, sollecitando interventi, riflessioni, approfondimenti, ecc.

    LA VOCE DELLE PERSONE CON DISAGIO PSICHICO.

    Idee in Circolo, associazione di persone con disagio psichico, intervista a più voci con chi la contenzione l’ha vissuta.

    ( a cura di Manuela)

    Tra di noi ci sono persone che hanno esperienza diretta di contenzione. Le abbiamo intervistate per portare il punto di vista di chi la contenzione l’ha vissuta.
    Ci piacerebbe aprire un confronto utile a tutti.

    Cos’è per te la contenzione?
    M. La contenzione per me è una realtà che si vive quando non si può fare altrimenti.
    (Leggi qui tutta l’intervista sulla contenzione….)

    26 novembre 2011

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    “Happiness only real when shared”:

    Pochi giorni fa, mentre aspettavo l’autobus, il mio sguardo s’è soffermato involontariamente su un manifesto che proclamava “l’arrivo della felicità a Modena”, con tanto d’indirizzo.
    Continua a leggere

    Matteo

    12 aprile 2011

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    Insieme a noi a “Scuola Maranello Solidarietà”

    In un suo contributo, Luca, un nostro operatore, riflette su un’interessante esperienza che ha fatto, con altri associati a Insieme a noi, con l’Associazione di Maranello “In-Contromano”.
    Leggi il testo del contributo.

    8 aprile 2011

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    Disabilità e malattia mentale

    Peppe dell’Acqua, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, legge (e commenta), nel corto che trovi nel link in fondo al testo, una lettera di una paziente riabilitata.
    Un contributo sulla salute mentale che parte dalla testimonianza di una persona che ha un vissuto di sofferenza mentale e che ha fatto un positivo percorso di riappropriazione della sua vita. E, per Dell’Acqua, è un’occasione per fare delle veloci, ma suggestive incursioni nei confini/differenze tra malattia mentale e disabilità (dalla confusione/sovrapposizione dei due termini derivano equivoci concettuali e “politiche” pericolose: vedi le proposte di allungare la durata del TSO).
    Guarda il corto.

    7 marzo 2011

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    Dal progetto “Una rete per il benessere” alle pratiche del “Prendersi cura”
    (Un contributo di Matteo e Luca)

    Le attività svolte e le esperienze vissute durante il biennio 2009-2010, nonché le restituzioni e le verifiche avute con i servizi di salute mentale, gli utenti e i familiari che hanno partecipato, ci consentono già di poter stilare un bilancio positivo del progetto “Una rete per il benessere” finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, progetto ancora in essere, ma che si sta avviando alla conclusione.

    Il raggiungimento dell’obiettivo principale del progetto, che era costruire nuove relazioni e rafforzare quelle già esistenti con enti, istituzioni, associazioni e movimenti a tutti i livelli, da quello comunale a quello nazionale, ha aperto nuove prospettive e sviluppato nuovi rapporti fra associazione e servizi.

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    13  febbraio 2011

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    Incontro con Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento Salute Mentale di Modena. (DSM)

    Il primo argomento affrontato dal dott. Starace, stimolato dalle domande della nostra redazione, è quello relativo alle caratteristiche del modello organizzativo del DSM modenese, paragonato al modello campano.

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    20 gennaio 2011

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    Sull’incontro nazionale delle Parole Ritrovate a Modena (6.11.2010)

    Il convegno sulla FAMIGIA di Modena si è svolto in un clima di AUTENTICITÀ e SPONTANEITÀ a cominciare dai presentatori di Radio Liberamente, dal coro, e dalla simpatia di Marco Mantovani ( DJ, moderatore, suonatore di chitarra,  voce solista con il suo “sono sfatto”) che con la sua autoironia di attore consumato ha saputo coinvolgere tutto l’uditorio.

    Questa volta PAROLE RITROVATE ha ritrovato il volto sorridente e accattivante che in altre occasioni si era un po’ smarrito.

    Un elogio anche agli organizzatori.

    Un saluto a tutti e arrivederci a Bologna per l’incontro nazionale PR di sabato 20 novembre 2010 ” Specchiarsi negli occhi degli altri, quanto pesa il pregiudizio”. Ciao.

    Egidio

    10 novembre 2010

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    Tra vento e velluto

    Negli anni passati parecchie persone della nostra Associazione hanno fatto l’esperienza della barca a vela a Marina di Ravenna: esperienza emozionante che ancora oggi è viva nel ricordo di chi l’ha vissuta.

    Ospitiamo, qui, un contributo di Alessandra, dell’Associazione “Va pensiero” di Parma, che esprime in modo efficace quelle emozioni.

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    Collecchio, 02/09/08

    FRA VENTO E VELLUTO

    Prima di salpare per questa mia avventura in barca a vela ero emozionata e molto curiosa per ciò che mi sarebbe accaduto, per quello che avrei sentito e provato, impaziente ho chiesto a chiunque incontrassi cosa significasse farsi trasportare dal vento … ben presto mi resi conto che fu tutto inutile perché una volta superata la passerella che mi traghettava all’interno di una delle più grandi barche a vela del lago di Garda, tutto iniziava a chiarirsi dentro di me e nessuna spiegazione ascoltata poteva soddisfarmi pienamente in quanto era nulla in confronto a ciò che questa giornata mi avrebbe lasciato a livello di ricordi, ma in particolare emozionalmente.

    Continua

    19 giugno 2010

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    Di ritorno dall’Africa

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    Il gruppo emiliano-romagnolo a Muyeye

    [Nelle settimane scorse un gruppo di modenesi, con gruppi provenienti da altre province dell’Emilia Romagna, ha visitato Muyeye, un villaggio del Kenya, dove è in corso la realizzazione di una scuola, progetto promosso da associazioni di varie parti d’Italia che operano nel campo della salute mentale (Vedi la News del 4 marzo 2010).

    Riportiamo di seguito le testimonianze di due modenesi che hanno partecipato al viaggio, quello di Tilde, della nostra Associazione, e quello di Bruno.]

    Leggi le testimonianze

    Bruno

    12 marzo 2010

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    marcocavallo2-copiaMarco Cavallo nel comprensorio “San Giovanni” di Trieste

    Che cos’è “salute mentale”

    Una delegazione della nostra Associazione ha partecipato all’incontro Che cos’è salute mentale, svoltosi a Trieste dal 9 al 12 febbraio scorsi. Claudio, un nostro associato, ha portato al convegno un suo contributo sulla solitudine, che è possibile vedere cliccando solitudine

    20  Febbraio 2010

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    Il laboratorio teatrale: un’esperienza corale

    Il punto di vista di una madre

    Un anno fa ho avuto la fortuna di entrare  a far parte, con mio figlio, del gruppo di teatro  Cosquillas attraverso l’Associazione di Volontariato “Insieme a noi” di Modena.

    L’inizio non è stato facile; ogni volta, ad ogni incontro, bisognava lottare contro le paure ossessive di mio figlio, le mille difficoltà ad affrontare il rapporto con gli altri, il giudizio degli altri. Poi abbiamo cominciato a crescere insieme, con l’ aiuto esperto ed amorevole dei nostri registi/educatori. Abbiamo imparato a conoscerci e a stare bene insieme. Provando e riprovando, accettando ma anche cercando di correggere i comportamenti a volte inadeguati, siamo riusciti ad andare in scena già varie volte con “Quadri”, la nostra opera prima, dove tutti hanno un ruolo importante e dove musiche e parole delle canzoni eseguite sono frutto del geniale estro di due membri dell’associazione. Ma la soddisfazione più grande l’abbiamo sicuramente vissuta la sera del   10 ottobre al teatro” Nucleo” di Pontelagoscuro. Sì, perché la compattezza del gruppo, tanto cercata e tanto raccomandata, ha funzionato! Sulla scena, davanti ad un pubblico partecipe e commosso, ci siamo dati la mano, quando qualcuno aveva bisogno di sostegno. Chi sembrava incapace di concentrarsi, ha tenuto la concentrazione fino la fine; chi proprio non ce la faceva a ricordare le varie sequenze, ha sfoderato una memoria da elefante; chi aveva sempre solo bisbigliato le canzoni, ha liberato la potenza delle sue corde vocali. E quella sera, su quel palco, non ho visto solo risplendere le luci dei riflettori, ma anche e soprattutto gli occhi di molti di questi nostri neo-attori, coinvolti in un emozione che non avrebbero mai pensato di vivere.

    Abbiamo cantato, pianto e riso assieme al nostro pubblico che, alla fine, è sceso dalle gradinate ad abbracciare noi tutti uno ad uno.

    Il messaggio che vorremmo portare col nostro spettacolo, là dove ci sono persone che non riescono a vivere in mezzo agli altri a causa del disagio psichico, è proprio l’importanza di far parte di un gruppo, che sostenendoti e aiutandoti, ti porta a sentirti di nuovo importante, capace di affrontare un impegno e di portarlo a termine, vittorioso contro le paure e i sospetti che ti tengono prigioniero e spengono la luce dei tuoi occhi. Tutto bello, tutto emozionante, ma siamo molto poveri e portare in giro una compagnia teatrale ha dei costi!

    Anna

    (Ottobre 2009)

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    Se lo spirito della “Parole ritrovate” contamina……

    Un movimento come “Le parole ritrovateè insieme una provocazione e un’utopia, come nella storia degli ultimi decenni ne abbiamo conosciuti tanti, che, più spesso di quanto si creda, animano al livello molecolare la nostra società sempre più distratta.

    Anche nell’ultimo convegno del movimento, svoltosi a Modena il 27 novembre, sul tema “Tempo libero, tempo delle relazioni”, una delle provocazioni è stata: e se l’esperienza delle “Parole ritrovate” contaminasse anche la società?  Certo, una provocazione paradossale, ma, ascoltando le esperienze dell’universo associativo che opera nel campo della salute mentale, è stato possibile cogliere un orizzonte di valori universalmente condivisibili perché tutti abbiamo bisogno, oggi più che mai, di ritrovare le parole capaci di metterci in una corretta e ricca relazione con gli altri.

    Perché coltivando l’arte della vita  e prendendoci cura degli altri possiamo ritrovare noi stessi, allontanandoci dal modello di vita imperante, centrato sul profitto e sull’apparenza.

    G.

    (Novembre 2009)<–>