In questa sezione del sito sono ospitati liberi contributi di membri e amici della nostra Associazione
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L’iniziativa sulla Contenzione in psichiatria
“L’istituzione non può essere contenzione ma soltanto accoglienza”
Si è svolto il 13 febbraio il convegno del Dipartimento di salute Mentale di Modena sulla contenzione in psichiatria,
Dar conto delle interessantissime relazioni è impresa difficile: non appena saranno pronti i video li renderemo disponibili su questo sito.
Qui evidenziamo solo alcuni punti fermi messi in evidenza dai relatori:
♦ bandire la contenzione negli SPDC (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura) è possibile: ci sono SPDC, in Italia, che non prevedono la contenzione (è stata riportata una interessante testimonianza nella mattinata)
♦ il superamento della contenzione non è una “procedura” burocratica, ma l’esito di una cultura dell’intero servizio di salute mentale, orientato all’accoglienza, oltre che, prioritariamente, al rispetto della persona
♦ “contenzione” è un termine giuridico non previsto dalla legislazione sulla psichiatria, perché non ha niente a che fare con il sistema di cura, non ha cittadinanza nel sistema sanitario (è stato affermato nel convegno che spesso il ricorso alla contenzione viene giustificato sulla base di principi il cui primitivo significato viene stravolto)
♦ l’ottica da assumere, nei confronti della contenzione non è “quando si può fare, quali sono le procedure”, ma “cosa possiamo fare per non ricorrerci”
Per una Associazione di volontariato come la nostra, che ritiene che la persona e la sua dignità debbano essere sempre al centro dei percorsi di cura, specialmente nel momento della loro massima fragilità, il convegno è stata un’occasione e uno stimolo per rafforzare la sua azione: sicuramente confortata in ciò dalla normativa, così ben illustrata dal dr. Maisto, ma anche dalle esperienze e dalle buone pratiche presenti sul territorio nazionale.
Ovviamente auspichiamo che il dibattito sulla contenzione a Modena, che nei mesi scorsi ha tanto interessato la stampa locale, non resti solo un tema di discussione e di confronto nei convegni, ma suggerisca culture e pratiche che prevedano velocemente il suo definitivo superamento.
Per approfondire puoi consultare sull’argomento:
Forum salute mentale
14 febbraio 2012
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“La mia prima esperienza di volontariato con Insieme a noi“
Le riflessioni di una giovane studentessa
Giulia, una giovane studentessa, partecipando a un progetto promosso dal Centro Servizi per il Volontariato, sta facendo la sua prima esperienza di volontariato presso la nostra Associazione. Nel suo contributo (che puoi leggere sotto) puoi cogliere l’atteggiamento di chi si avvicina per la prima volta al mondo della sofferenza psichica: il desiderio di portare aiuto, prestare attenzione, mostrare comprensione. Ma si fa strada, poi, come emerge nelle ultime righe della testimonianza, un atteggiamento più maturo, per il quale la relazione con le persone con sofferenza psichica si fonda sul condividere, cioè non solo sul “dare”, ma anche sul “ricevere”: perché ogni relazione tra persone è un reciproco riconoscersi e un reciproco arricchimento.
16 gennaio 2012
Commenti
21.01.2012 Vincenza Capolino scrive:”Coinvolgente. Emozionante. Veramente ben scritto perché “sentito” e con sentimenti autentici perché “provati sulla pelle” e poi……Giulia…..sai proprio scrivere bene….Complimenti…..sei cresciuta tanto…..Ce ne fossero di giovani come te!!! BRAVA!!! Grazie per quanto sei riuscita a trasmetterci…e….Grazie anche a Super-Giorgio.”
Vincenza Capolino
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180/181: tra buone leggi e buone pratiche
A proposito della proposta di legge 181
Il movimento delle Parole Ritrovate (guarda il sito al link in fondo all’articolo), lungo tutto l’arco del 2011, ha sviluppato un lungo e appassionato dibattito, nelle iniziative che svolge nelle varie parti d’Italia dove si è radicato, su una propria proposta di legge, a cui è stato dato il titolo di “Legge 181” (trovi il testo della proposta di legge al link in fondo all’articolo, tra le risorse in rete).
L’articolato della legge ha come focus 4 obiettivi fondamentali: …….
dicembre 2011
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Matti da slegare
Nel corso del mese di novembre, la stampa locale modenese ha dato grande risonanza al tema della “contenzione” in alcuni reparti di psichiatria, specialmente di giovani, partendo dalla denuncia di casi verificatosi al Nespolo (un Servizio di Neuropsichiatria per l’Infanzia e l’Adolescenza, presso Villa Igea).
Il Dipartimento di salute mentale, in un comunicato, ha annunciato la formazione di una commissione per accertare e valutare i fatti.
La questione ci interroga tutti, quelli che l’hanno incrociata nel loro vissuto di sofferenti psichici e i cittadini a cui stanno a cuore i diritti di cittadinanza di tutti: con la consueta, prudente attenzione a non cadere nella strumentalizzazione.
Sull’argomento della “contenzione” abbiamo ricevuto una riflessione collettiva fatta da chi la contenzione l’ha vissuta sulla propria pelle, nel percorso della su malattia: abbiamo ricevuto questo importante contributo che riportiamo di seguito, sollecitando interventi, riflessioni, approfondimenti, ecc.
LA VOCE DELLE PERSONE CON DISAGIO PSICHICO.
Idee in Circolo, associazione di persone con disagio psichico, intervista a più voci con chi la contenzione l’ha vissuta.
( a cura di Manuela)
Tra di noi ci sono persone che hanno esperienza diretta di contenzione. Le abbiamo intervistate per portare il punto di vista di chi la contenzione l’ha vissuta.
Ci piacerebbe aprire un confronto utile a tutti.Cos’è per te la contenzione?
M. La contenzione per me è una realtà che si vive quando non si può fare altrimenti.
(Leggi qui tutta l’intervista sulla contenzione….)
26 novembre 2011
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“Happiness only real when shared”:
Pochi giorni fa, mentre aspettavo l’autobus, il mio sguardo s’è soffermato involontariamente su un manifesto che proclamava “l’arrivo della felicità a Modena”, con tanto d’indirizzo.
Continua a leggere
Matteo
12 aprile 2011
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Insieme a noi a “Scuola Maranello Solidarietà”
In un suo contributo, Luca, un nostro operatore, riflette su un’interessante esperienza che ha fatto, con altri associati a Insieme a noi, con l’Associazione di Maranello “In-Contromano”.
Leggi il testo del contributo.
8 aprile 2011
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Disabilità e malattia mentale
Peppe dell’Acqua, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, legge (e commenta), nel corto che trovi nel link in fondo al testo, una lettera di una paziente riabilitata.
Un contributo sulla salute mentale che parte dalla testimonianza di una persona che ha un vissuto di sofferenza mentale e che ha fatto un positivo percorso di riappropriazione della sua vita. E, per Dell’Acqua, è un’occasione per fare delle veloci, ma suggestive incursioni nei confini/differenze tra malattia mentale e disabilità (dalla confusione/sovrapposizione dei due termini derivano equivoci concettuali e “politiche” pericolose: vedi le proposte di allungare la durata del TSO).
Guarda il corto.
7 marzo 2011
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Dal progetto “Una rete per il benessere” alle pratiche del “Prendersi cura”
(Un contributo di Matteo e Luca)
Le attività svolte e le esperienze vissute durante il biennio 2009-2010, nonché le restituzioni e le verifiche avute con i servizi di salute mentale, gli utenti e i familiari che hanno partecipato, ci consentono già di poter stilare un bilancio positivo del progetto “Una rete per il benessere” finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, progetto ancora in essere, ma che si sta avviando alla conclusione.
Il raggiungimento dell’obiettivo principale del progetto, che era costruire nuove relazioni e rafforzare quelle già esistenti con enti, istituzioni, associazioni e movimenti a tutti i livelli, da quello comunale a quello nazionale, ha aperto nuove prospettive e sviluppato nuovi rapporti fra associazione e servizi.
13 febbraio 2011
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Incontro con Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento Salute Mentale di Modena. (DSM)
Il primo argomento affrontato dal dott. Starace, stimolato dalle domande della nostra redazione, è quello relativo alle caratteristiche del modello organizzativo del DSM modenese, paragonato al modello campano.
20 gennaio 2011
Sull’incontro nazionale delle Parole Ritrovate a Modena (6.11.2010)
Il convegno sulla FAMIGIA di Modena si è svolto in un clima di AUTENTICITÀ e SPONTANEITÀ a cominciare dai presentatori di Radio Liberamente, dal coro, e dalla simpatia di Marco Mantovani ( DJ, moderatore, suonatore di chitarra, voce solista con il suo “sono sfatto”) che con la sua autoironia di attore consumato ha saputo coinvolgere tutto l’uditorio.
Questa volta PAROLE RITROVATE ha ritrovato il volto sorridente e accattivante che in altre occasioni si era un po’ smarrito.
Un elogio anche agli organizzatori.
Un saluto a tutti e arrivederci a Bologna per l’incontro nazionale PR di sabato 20 novembre 2010 ” Specchiarsi negli occhi degli altri, quanto pesa il pregiudizio”. Ciao.
Egidio
10 novembre 2010
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Tra vento e velluto
Negli anni passati parecchie persone della nostra Associazione hanno fatto l’esperienza della barca a vela a Marina di Ravenna: esperienza emozionante che ancora oggi è viva nel ricordo di chi l’ha vissuta.
Ospitiamo, qui, un contributo di Alessandra, dell’Associazione “Va pensiero” di Parma, che esprime in modo efficace quelle emozioni.
Collecchio, 02/09/08
FRA VENTO E VELLUTO
Prima di salpare per questa mia avventura in barca a vela ero emozionata e molto curiosa per ciò che mi sarebbe accaduto, per quello che avrei sentito e provato, impaziente ho chiesto a chiunque incontrassi cosa significasse farsi trasportare dal vento … ben presto mi resi conto che fu tutto inutile perché una volta superata la passerella che mi traghettava all’interno di una delle più grandi barche a vela del lago di Garda, tutto iniziava a chiarirsi dentro di me e nessuna spiegazione ascoltata poteva soddisfarmi pienamente in quanto era nulla in confronto a ciò che questa giornata mi avrebbe lasciato a livello di ricordi, ma in particolare emozionalmente.
19 giugno 2010
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Di ritorno dall’Africa
[Nelle settimane scorse un gruppo di modenesi, con gruppi provenienti da altre province dell’Emilia Romagna, ha visitato Muyeye, un villaggio del Kenya, dove è in corso la realizzazione di una scuola, progetto promosso da associazioni di varie parti d’Italia che operano nel campo della salute mentale (Vedi la News del 4 marzo 2010).
Riportiamo di seguito le testimonianze di due modenesi che hanno partecipato al viaggio, quello di Tilde, della nostra Associazione, e quello di Bruno.]
Bruno
12 marzo 2010
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Marco Cavallo nel comprensorio “San Giovanni” di Trieste
Che cos’è “salute mentale”
Una delegazione della nostra Associazione ha partecipato all’incontro Che cos’è salute mentale”, svoltosi a Trieste dal 9 al 12 febbraio scorsi. Claudio, un nostro associato, ha portato al convegno un suo contributo sulla solitudine, che è possibile vedere cliccando solitudine
20 Febbraio 2010
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Il laboratorio teatrale: un’esperienza corale
Il punto di vista di una madre
Un anno fa ho avuto la fortuna di entrare a far parte, con mio figlio, del gruppo di teatro Cosquillas attraverso l’Associazione di Volontariato “Insieme a noi” di Modena.
L’inizio non è stato facile; ogni volta, ad ogni incontro, bisognava lottare contro le paure ossessive di mio figlio, le mille difficoltà ad affrontare il rapporto con gli altri, il giudizio degli altri. Poi abbiamo cominciato a crescere insieme, con l’ aiuto esperto ed amorevole dei nostri registi/educatori. Abbiamo imparato a conoscerci e a stare bene insieme. Provando e riprovando, accettando ma anche cercando di correggere i comportamenti a volte inadeguati, siamo riusciti ad andare in scena già varie volte con “Quadri”, la nostra opera prima, dove tutti hanno un ruolo importante e dove musiche e parole delle canzoni eseguite sono frutto del geniale estro di due membri dell’associazione. Ma la soddisfazione più grande l’abbiamo sicuramente vissuta la sera del 10 ottobre al teatro” Nucleo” di Pontelagoscuro. Sì, perché la compattezza del gruppo, tanto cercata e tanto raccomandata, ha funzionato! Sulla scena, davanti ad un pubblico partecipe e commosso, ci siamo dati la mano, quando qualcuno aveva bisogno di sostegno. Chi sembrava incapace di concentrarsi, ha tenuto la concentrazione fino la fine; chi proprio non ce la faceva a ricordare le varie sequenze, ha sfoderato una memoria da elefante; chi aveva sempre solo bisbigliato le canzoni, ha liberato la potenza delle sue corde vocali. E quella sera, su quel palco, non ho visto solo risplendere le luci dei riflettori, ma anche e soprattutto gli occhi di molti di questi nostri neo-attori, coinvolti in un emozione che non avrebbero mai pensato di vivere.
Abbiamo cantato, pianto e riso assieme al nostro pubblico che, alla fine, è sceso dalle gradinate ad abbracciare noi tutti uno ad uno.
Il messaggio che vorremmo portare col nostro spettacolo, là dove ci sono persone che non riescono a vivere in mezzo agli altri a causa del disagio psichico, è proprio l’importanza di far parte di un gruppo, che sostenendoti e aiutandoti, ti porta a sentirti di nuovo importante, capace di affrontare un impegno e di portarlo a termine, vittorioso contro le paure e i sospetti che ti tengono prigioniero e spengono la luce dei tuoi occhi. Tutto bello, tutto emozionante, ma siamo molto poveri e portare in giro una compagnia teatrale ha dei costi!
Anna
(Ottobre 2009)
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Se lo spirito della “Parole ritrovate” contamina……
Un movimento come “Le parole ritrovate” è insieme una provocazione e un’utopia, come nella storia degli ultimi decenni ne abbiamo conosciuti tanti, che, più spesso di quanto si creda, animano al livello molecolare la nostra società sempre più distratta.
Anche nell’ultimo convegno del movimento, svoltosi a Modena il 27 novembre, sul tema “Tempo libero, tempo delle relazioni”, una delle provocazioni è stata: e se l’esperienza delle “Parole ritrovate” contaminasse anche la società? Certo, una provocazione paradossale, ma, ascoltando le esperienze dell’universo associativo che opera nel campo della salute mentale, è stato possibile cogliere un orizzonte di valori universalmente condivisibili perché tutti abbiamo bisogno, oggi più che mai, di ritrovare le parole capaci di metterci in una corretta e ricca relazione con gli altri.
Perché coltivando l’arte della vita e prendendoci cura degli altri possiamo ritrovare noi stessi, allontanandoci dal modello di vita imperante, centrato sul profitto e sull’apparenza.
G.
(Novembre 2009)<–>





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