Màt 2017 – Settima edizione

La Settimana della salute mentale è un appuntamento che viene riproposto ogni anno nell’autunno modenese. Quest’anno si tiene la settima edizione; dibattiti, conferenze, musica, teatro, mostre, sport, cinema: una gran varietà di eventi che si svolgeranno non solo a Modena ma anche nelle cittadine della provincia.

Màt è diventato anche uno spazio in cui si esprimono le ricche e varie forme del volontariato e dell’associazionismo modenese, promuovendo, così, un’idea di salute mentale di comunità a cui tutti possono dare il loro contributo.

La nostra associazione, come per il passato, anche quest’anno è presente nel programnma della manifestazione con i seguenti eventi: spettacolo teatrale “E rotearono terribilmente gli occhi – primo studio” che sarà rappresentato il 22 ottobre al Teatro Drama ; incontro sull’economia circolare “Riutilizzare risorse – contrastare l’esclusione” che si terrà il 25 ottobre presso la Fonte, con la partecipazione di Enrico Giovannetti, Silvia Sitton e Fabrizio Starace. Saremo presenti anche agli altri eventi della settimana, in particolare all’evento di apertura “Màt Pride – marcia contro il pregiudizio e per l’inclusione”.

Leggi il Programma di Màt 2017

Guarda le locandine degli eventi:

Spettacolo teatrale “E rotearono terribilmente gli occhi”, 22 ottobre, h. 21 – Teatro Drama, via Buon Pastore, 57 – Modena

 

 

 

 

 

 

 

 

Riutilizzare risorse – Contrastare l’esclusione” – 25 ottobre h. 18  presso La Fonte, v. Fonte s. Geminiano Modena

 

 

 

 

 

 

 

Padiglione 25

“Padiglione 25. Diario deli infermieri” è un film documentario che racconta l’esperienza di autogestione avviata all’ospedale psichiatrico di Santa Maria alla Pietà di Roma, alla metà degli anni settanta del secolo scorso.

Il documentario è stato presentato l’altra sera presso la Fonte, questo luogo della salute mentale che sta diventando uno spazio aperto alla cittadinanza dove la nostra associazione propone iniziative,  eventi culturali, dibattiti non destinati solo alle tematiche della salute mentale.

Erano presenti il regista, Massimiliano Carboni, Claudia Demichelis, che ha curato la riedizione del diario tenuto dagli infermieri che diedero vita all’esperienza di autogestione, e Vincenzo Boatta che fu uno dei protagonisti, come infermiere, di quella vicenda.

Nel dibattito che è seguito alla visione della pellicola è emerso uno spaccato della condizione delle persone nei manicomi, negli anni precedenti la loro chiusura, pur essendo avviate, sul territorio nazionale, le prime trasformazioni e le prime esperienze di deistituzionalizzazioni che condussero poi alla legge Basaglia (il racconto di Vincenzo delle procedure seguite per la selezione delle persone da sottoporre ad elettrochoc ha colpito tutti).

L’esperienza del Padiglione 25 intercettava il clima culturale nuovo e ispirò la sperimentazione di forme di umanizzazione del reparto e delle prime dimissioni dal manicomio. Processo, questo, che era vissuto dagli infermieri anche come una loro forma di liberazione ed emancipazione da un ruolo professionale che, mentre dava loro potere sugli internati, li costringeva ad una condizione di alienazione, internati anche loro.

Questa storia si iscrive nel contesto culturale degli anni settanta, ma è un pezzo importante per capire come si arrivò, da diverse strade, alla rivoluzione psichiatrica che produsse e accompagnò la legge Basaglia, che ha cambiato in modo radicale, nonostante la cultura manicomiale non sia mai scomparsa del tutto,  le istituzioni che si prendono cura delle persone con disturbi psichiatrici.

Sono disponibili in rete:

– Brani delle testimonianze degli infermieri del Padiglione 25

–  Un viaggio nell ex manicomio di Santa Maria alla Pietà

G.