Inaugurazione della “Fonte”

Tanti cittadini ieri hanno affollato “La Fonte” di via Fonte S. Geminiano, un complesso in località “La Bruciata”, alla prima periferia di Modena, dove la nostra associazione svolge da alcuni anni le sue attività, per il taglio del nastro dell’inaugurazione ufficiale, alla presenza del dr. Starace, dell’assessore Urbelli e della Presidente dell’Associazione Tilde Arcaleni.

L’evento è inserito all’interno del programma della Settimana della Salute Mentale

Quest’anno,  un comodato d’uso concesso dall’Azienda Usl alla nostra associazione ci permette di utilizzare l’intero stabile dell’ex stalla, delle serre e di parte del terreno della “Fonte”. Partendo dall’esperienza degli scorsi anni, abbiamo avviato, qui, lo sviluppo di laboratori di inclusione sociale per persone con sofferenza psichica in un progetto che vede impegnato oltre a noi e al DSM anche il Settore politiche sociali, sanitarie e per l’integrazione del comune di Modena. L’orizzonte condiviso verso cui orientiamo la nostra attività è quello della costruzione di un’impresa sociale che dia lavoro agli utenti.

Grazie alla collaborazione con l’Associazione Architetti di strada e l’associazione Orticondivisi, tutto il complesso assegnatoci ha assunto un nuovo aspetto, a partire dalla facciata all’ingresso della struttura su cui campeggia il grande murales realizzato solo qualche settimana fa.

Dopo la presentazione delle molteplici iniziative avviate alla “Fonte” (Valori di scarto, Laboratorio musicale, di arterapia, di cucina, di orticoltura e di falegnameria) nel pomeriggio si sono esibiti oltre alla nostra “Officina del suono”, i gruppi musicali “Le mille e una nota” del Centro Diurno di salute mentale Don Orione di Pavia, e “Liete dissonanze” dell’associazione APAD e dell’ASl 10 di Firenze.

Molto interessante il momento di approfondimento su due modelli di imprese sociale, quello di “Cascina Clarabella” di Iseo e quello della “Fabbrica di Olinda” di Milano.

Mimmo Castronuovo ci ha parlato della storia del “Consorzio Cascina Clarabella”, di cui è uno dei protagonisti fin dalla sua nascita. Nato grazie all’iniziativa dei servizi con l’idea di mettere assieme la cura delle persone e la cura del territorio, il consorzio è costituito da quattro cooperative sociali in cui lavorano diverse decine di utenti della salute mentale. Il tema più spinoso è quello di come stare sul mercato senza lasciarsi stritolare dalle sue logiche: è la sfida che affrontano ogni giorno. Ci racconta, ad esempio, che erano partiti dall’attività di serra in cui gli utenti erano inseriti positivamente; non riuscendo, però, a sostenere la concorrenza del mercato, hanno dovuto chiudere e puntare su altre attività più produttive e convenienti economicamente. Oggi producono il franciacorta, gestiscono un agriturismo, un bar, un ristorante…..

Toni Restelli ci presenta l’esperienza della cooperativa sociale “La Fabbrica di Olinda”; nata all’interno dell’area dell’Ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, prima ancora che fosse chiuso, ha avuto l’intento di trasformare un luogo di esclusione in luogo di inclusione, aperto alla cittadinanza. Attualmente gestisce un ostello, un bar ristorante, un catering, un teatro e un bistrot in un teatro cittadino.

Le due esperienze, nate in contesti diversi, hanno in comune molti elementi. L’idea portante è che non ci si può arrendere di fronte ai processi di cronicizzazione degli utenti della salute mentale all’interno dei servizi: cronicizzazione che spesso è indotta anche dalla pigrizia che li trattiene di fronte alle proposte di cambiamento. Avviare processi di responsabilizzazione è complesso ma è la sfida che bisogna accettare: gli esempi ci mostrano che è possibile. L’esperienza di un lavoro vero, cioè retribuito, anche se rispettoso dei tempi di ciascuno, è la via più efficace di inclusione sociale e di recupero di diritti di cittadinanza. La cura e i diritti di cittadinanza sono un tutt’uno: in questo senso queste esperienze interrogano anche i servizi sollecitandoli al cambiament0.

In ambedue i casi siamo di fronte ad un progetto che include anche la rigenerazione urbana: l’area dell’ex manicomio per La Fabbrica di Olinda e una cascina in stato di grave degrado per Cascina Clarabella. Anche noi abbiamo iniziato un percorso che prevede la rigenerazione urbana della “Fonte”, un complesso in cui si attivano processi di rigenerazione sociale aperti alla cittadinanza.

Per saperne di più, visita i siti

http://www.olinda.org/cittaolinda/citt%C3%A0-olinda

http://www.cascinaclarabella.it/

Giorgio