Laboratorio di arteterapia. Un contributo

Da alcuni anni si svolge nella nostra associazione un laboratorio di arteterapia. Ospitiamo in questa pagina un contributo di Lucia Barbieri, che ha collaborato con Patrizia, sull’esperienza fatta  nell’ultimo laboratorio.

L’UOMO E IL MONDO IDEALE

Incontri di arte terapia condotti da Patrizia Baldini, arte terapeuta e Lucia Barbieri, arte terapeuta in formazione.

Gli incontri di arte terapia si svolgono tutto l’anno da settembre a giugno il giovedì pomeriggio dalle 16 alle 18 nella sede di via Albinelli dell’associazione. Partecipano gli utenti fino a un massimo di 6 persone, i volontari, gli operatori e i tirocinanti in numero variabile.

Prima di descrivere quanto è stato fatto e sperimentato può essere utile chiarire che cosa intendiamo per arte terapia a partire dalla definizione data dal prof. Carlo Coppelli (http://www.artiamolab.it/?p=804)

“L’arte terapia è un intervento di aiuto e di sostegno alla persona che utilizza materiali artistici e il processo creativo come sostituzione o integrazione della comunicazione verbale. ….

l’individuo esprime contenuti personali, che possono essere ricordi, sensazioni, sogni, desideri, emozioni, attraverso il disegno, la pittura, il modellare la creta, la musica, la danza, la drammatizzazione. Nel momento in cui le sensazioni si traducono in un’opera, sia esso un dipinto, un disegno, una scultura, avviene un processo di auto comprensione più profonda.

…. Vivere questa esperienza all’interno del gruppo permette di sperimentare un sostegno emotivo reciproco, calore e partecipazione, pur conservando ognuno la propria individualità e andando ad arricchire il patrimonio comune del gruppo stesso. L’arte terapia va quindi ad utilizzare le potenzialità che ognuno possiede di elaborare artisticamente il proprio vissuto e di trasmetterlo creativamente ad altri, lavora con tecniche che sostengono l’Io, potenziano le qualità della persona stimolandone le capacità auto-rigenerative, favoriscono una migliore comunicazione tra corpo e mente, lavorando sull’unità della persona.”

Queste sono le premesse essenziali che guidano la conduzione dei laboratori di arte terapia.

Iniziamo questo percorso, che fa parte dei temi proposti dal gruppo a inizio anno, a fine marzo. Questo si snoda attraverso tre tappe principali e durerà circa fino a metà maggio.

 

1) Il mondo che non vogliamo

Abbiamo deciso di iniziare riflettendo su tutto ciò che non ci piace del mondo che ci circonda e che vorremmo eliminare, ciò di cui vorremmo alleggerirci sia a livello individuale sia in genere come società.

Cominciamo da alcune considerazioni sulla sostenibilità o insostenibilità del nostro modo di vivere attuale e proiettiamo il film di animazione Wall-e il video Man che ci sembra esprimano bene molti degli aspetti contraddittori della nostra civiltà.

Il protagonista del film “Wall-e”, è un piccolo robot che fa parte di una serie di robot spazzini addetti a comprimere i rifiuti. WALL-E è stato dimenticato sulla terra quando gli esseri umani si sono trasferiti su una colonia spaziale, abbandonando la terra ormai inabitabile perché invasa dai rifiuti e priva di ogni forma di vita.

Il video MAN è un cortometraggio di animazione che esplora i medesimi temi criticando il modello di società consumistica imperante.

Dopo la condivisione proponiamo di fare un collage, con immagini ritagliate da riviste, di tutto quello che non ci piace del mondo e che vorremmo cambiare. Si possono utilizzare immagini e parole.

Poi ognuno dispone il proprio cartoncino di fianco a quello degli altri che sente più vicino e si fa un cartellone collettivo graffettando insieme i singoli collage. Insieme al rifiuto della guerra, della povertà, della mafia e del terrorismo trovano espressione nel collage sentimenti ed emozioni legati all’individualità di ciascuno.

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2) Ritroviamo noi stessi – la mappa del sé

Per ripartire e ricostruire il mondo che vorremmo ricominciamo da noi stessi e dalla nostra identità.

Proponiamo di fare una mappa del sé che può avere qualsiasi forma, un’isola, la sagoma corporea, la forma di un fiore, una galassia, una stella, un territorio. La capitale è il proprio nome che viene scritto al centro, vicino si rappresentano o scrivono valori, persone, cose, sentimenti, emozioni e cose in cui si crede e in cui ci si identifica mentre più distante si mette tutto ciò che si sente più lontano e da cui ci si vuole distanziare. Il mondo interno diventa una mappa; successivamente si accosta la propria mappa alle mappe degli altri costruendo ponti con cartoncini colorati o parole.

Prima di iniziare il lavoro proponiamo la visione di libri con immagini d’ispirazione e mappe fantastiche. Poi si utilizzano tempere, pastelli, pennarelli, pennelli e cartoncini.

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3) Ricreiamo il mondo – la creazione

Le favole e i miti sulla Madre Terra e la creazione ci possono aiutare a rientrare in contatto con la natura, a recuperare un rapporto di rispetto e di amore verso la terra, in quanto Grande Madre di ogni essere vivente, a riconoscere la sacralità della natura e a contemplare la sua bellezza.

La Terra nei miti diventa la Grande Madre, è il tutto, l’utero che genera tutto quanto nasce da lei. In lei vive il fuoco, da lei scaturisce l’acqua, attorno a lei fluttua il mare dell’aria…

Leggiamo insieme la “Storia africana della Madre Terra” da “L’albero delle storie” di Gabriele Clima e il libro “Creazione” di Bhajju Shyam

insieme all’ascolto-lettura della canzone dei Tazenda e Francesco Renga “Madre Terra”.

Poi, successivamente nel laboratorio, su un foglio di carta da pacchi, lungo e largo come il tavolo, proponiamo al gruppo di creare con un unico disegno collettivo il mondo ideale, il mondo dei loro desideri, in cui vorrebbero abitare e condividere con gli altri. Utilizzano la tempera e la tecnica del collage di Matisse, il cut-out.

 

Purtroppo non c’è stato il tempo alla fine per ripercorrere e condividere tutto il percorso, forse questo si potrà fare a settembre riguardando insieme quanto è stato fatto per consolidare nella memoria questa esperienza positiva fatta di momenti di attivazione della creatività e delle risorse positive di ciascuno, di comunicazione e relazione nel gruppo. Riguardare insieme i disegni non tanto per dare un giudizio estetico ma per ricordare un processo di espressione e relazione con gli altri, e per essere coscienti della traccia che il Sé ha lasciato nel mondo, qualcosa di concreto e tangibile che ci fa dire io esisto/noi esistiamo.

 

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 Lucia Barbieri